L'Etna in eruzione con una colata lavica visibile sul versante.

Eruzione sull’Etna, la colata lavica arriva a quota 2800 metri

L’Etna è tornato in attività eruttiva e una colata lavica ha raggiunto quota 2800 metri. La giornata di domenica 28 giugno 2026 ha aggiornato la situazione del vulcano siciliano con un quadro definito ma senza segnali di particolare violenza.

Attività in corso dal 26 gennaio

L’attività era iniziata il 26 gennaio 2026 e da allora è proseguita. Nell’aggiornamento diffuso oggi non vengono segnalati fenomeni esplosivi, elemento che aiuta a delineare una fase eruttiva presente ma non accompagnata da episodi di maggiore intensità.

La colata lavica, intanto, ha continuato il suo percorso fino a toccare la quota di 2800 metri. È questo il dato più immediato che emerge e che restituisce l’immagine di un vulcano ancora in movimento, osservato con attenzione nelle ore successive all’aggiornamento.

Il quadro osservato sull’Etna

Un sopralluogo del personale dell’INGV, Osservatorio Etneo, effettuato con l’ausilio di droni, ha confermato la presenza di una colata alimentata da una bocca eruttiva posta a circa 3030 metri di quota, con il fronte lavico più avanzato attestato intorno ai 2800 metri sul livello del mare.

Un altro elemento comune alle informazioni disponibili è la continuità dell’attività. Non si parla di un episodio isolato, ma di una fase che prosegue da tempo e che oggi mostra ancora effetti visibili sul versante del vulcano. Il dato sulla quota raggiunta dalla colata è quello che sintetizza meglio la situazione descritta.

Nessun fenomeno esplosivo segnalato

Nel quadro fornito non risultano fenomeni esplosivi. È un dettaglio rilevante, perché distingue l’attività in corso da scenari più complessi o improvvisi. Le informazioni restano essenziali e si concentrano soprattutto sull’evoluzione della colata lavica e sulla sua posizione.

Per il resto, il racconto resta lineare: l’Etna è in attività, la colata avanza e il fronte lavico ha raggiunto quota 2800 metri. Non emergono ulteriori elementi su eventuali effetti per i centri abitati o per la circolazione nella zona.

Un vulcano sotto osservazione

L’Etna, uno dei vulcani più osservati d’Italia, torna così al centro dell’attenzione per una nuova fase di attività effusiva. La giornata del 28 giugno 2026 viene descritta come un momento di prosecuzione di un fenomeno già in atto da mesi, con la colata che resta il segno più evidente dell’eruzione.

Le informazioni si fermano qui: attività in corso, fronte lavico a 2800 metri, nessun fenomeno esplosivo registrato. Un quadro sobrio, ma sufficiente a raccontare un vulcano che continua a farsi vedere, senza però mostrare segnali di maggiore intensità.