Terremoto in Venezuela, bilancio drammatico: oltre 900 morti e più di 50mila dispersi

Oltre 900 morti confermati, tra cui quattro italo-venezuelani, circa 3.400 feriti e più di 50mila persone ancora disperse. È il bilancio che arriva dal Venezuela dopo il doppio terremoto di magnitudo 7,5 e 7,2 che ha colpito il centro-nord del Paese, lasciando dietro di sé macerie, ospedali pieni e una corsa contro il tempo per trovare sopravvissuti.

La nuova scossa e l’area più colpita

La terra continua a tremare. Una nuova scossa di magnitudo 4,9 è stata registrata nel centro del Paese, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Il movimento tellurico è stato rilevato da Funvisis e confermato anche dall’U.S. Geological Survey. È stato avvertito in un’ampia fascia del Paese, dagli Stati di Carabobo, Aragua e Miranda fino a La Guaira e Caracas.

Secondo quanto riferito, il terremoto ha colpito in modo particolare il centro-nord del Venezuela, con effetti estesi su più aree e con La Guaira indicata come uno dei territori più duramente colpiti. In diverse località, i soccorritori continuano a scavare tra polvere e detriti mentre le autorità avvertono che il numero delle vittime è destinato a salire.

Ospedali sotto pressione e soccorsi in difficoltà

La situazione sanitaria resta critica. Centinaia di feriti sono arrivati a Caracas da La Guaira e gli ospedali della capitale, tra cui il Pérez Carreño e il Domingo Luciani, risultano sotto forte pressione. Le aree di pronto soccorso sono affollate e il personale medico lavora al limite, con il supporto di cittadini che portano acqua, cibo e materiali sanitari per far fronte alle carenze più urgenti.

Intanto, nella zona colpita, famiglie e volontari attendono notizie dei propri cari. Le segnalazioni raccolte attraverso una piattaforma online indicano che oltre 50mila persone risultano ancora disperse. La ricerca continua senza sosta, ma il quadro resta grave e incerto.

Gli aiuti internazionali e la mossa di Washington

Ai soccorsi internazionali si è aggiunta anche una missione italiana composta da 97 persone, tra soccorritori, sanitari, vigili del fuoco e funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina. Gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio di oltre 250 operatori specializzati, oltre a tre squadre di ricerca e soccorso, 18 cani addestrati, mezzi aerei e materiali.

Washington ha anche disposto il trasferimento di oltre 90 tonnellate di materiali e uno stanziamento di 150 milioni di dollari in aiuti. Il Dipartimento del Tesoro americano, tramite l’Office of Foreign Assets Control, ha allentato le sanzioni per autorizzare le transazioni connesse agli interventi di soccorso, senza sbloccare beni precedentemente congelati né autorizzare operazioni vietate da altre normative.

Le critiche sulla gestione dell’emergenza

Mentre proseguono le operazioni di ricerca, aumentano anche le critiche sulla gestione dell’emergenza. Esponenti dell’opposizione denunciano la mancanza di mezzi e personale nelle zone più colpite. In diverse località, secondo quanto riferito, i residenti hanno scavato per ore a mani nude e hanno cercato di fermare mezzi pesanti per indirizzarli verso gli edifici crollati.

La situazione in Venezuela resta quella di un Paese ancora immerso nell’emergenza, con il bilancio umano che continua a pesare e con la speranza di trovare superstiti che si assottiglia col passare delle ore.