Un’area devastata, coperta di polvere e macerie, dove il sole si rifrange sui resti degli edifici crollati. È così che appare La Guaira, sulla costa nord del Venezuela, mentre la missione italiana lavora da circa 24 ore senza interruzioni tra le rovine lasciate dal sisma.
Il campo base nel campo da baseball
La squadra è arrivata in tarda serata all’aeroporto militare di Maracay, accolta dagli applausi dei residenti, e si è subito spostata verso la zona più colpita. Il campo base è stato allestito nel campo da baseball cittadino, accanto al centro operativo internazionale che coordina l’arrivo dei team da diversi Paesi.
Qui operano vigili del fuoco, personale della Protezione Civile e l’Unità di crisi della Farnesina, che segue anche l’assistenza ai cittadini italiani coinvolti nella tragedia. Il lavoro, spiegano i soccorritori, è cominciato con una fase di ricognizione per capire dove intervenire prima e come muoversi nel settore assegnato, il B.
Ricognizioni, poi gli scavi
Tra gli edifici collassati, la missione italiana sta cercando di individuare le priorità di intervento. Solo dopo questa prima verifica prenderà il via la fase più delicata, con l’uso di telecamere, demolitori per il cemento e strumenti per tagliare le barre d’acciaio.
“Lavoriamo senza sosta”, dice Ciro Bolognese, team leader Usar dei vigili del fuoco. Attorno al gruppo italiano ci sono anche squadre arrivate da Germania, Ecuador e Cile, impegnate nello stesso sforzo di ricerca e soccorso.
Il sostegno sanitario e diplomatico
Accanto ai vigili del fuoco ci sono tre sanitari della Protezione Civile. Altri 34 lavoreranno negli ospedali e negli scenari che saranno assegnati dall’ambasciata, come spiega Annalisa Montanari, referente per la parte sanitaria del Dipartimento.
Non c’è solo l’intervento operativo. In Venezuela è arrivato anche personale dell’Unità di crisi della Farnesina, con tre funzionari che stanno dando sostegno ai connazionali. Maria Teresa Del Re racconta che nelle ultime ore le telefonate si sono moltiplicate e che le richieste aumentano di ora in ora.
Gli aiuti annunciati da Roma
Intanto Caracas prova a mostrarsi unita davanti alla tragedia. All’arrivo dei velivoli con gli aiuti umanitari all’aeroporto militare di Eli Libertador si sono levati ringraziamenti e applausi. Per la serata è previsto anche un secondo volo predisposto dalla Difesa, con altri soccorritori e tende da donare alla popolazione.
L’Italia ha già stanziato i primi 5 milioni di euro in aiuti di emergenza, con ulteriori fondi in arrivo. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che 3 milioni sono destinati a organizzazioni della società civile italiane attive in Venezuela, uno alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa e uno al Programma alimentare mondiale.
Per chi è sul posto, però, il quadro resta quello di una città ferita, dove ogni ora conta e dove il lavoro dei soccorritori continua tra i resti dei palazzi crollati. La priorità, adesso, è cercare sopravvissuti e capire quanto ancora si nasconda sotto quelle macerie.

