Illustrazione istituzionale sul Consiglio Ue e la protezione online di ragazze e giovani donne.

Consiglio Ue: più tutele online per ragazze e giovani donne

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato a Bruxelles conclusioni dedicate al rafforzamento delle tutele online per ragazze e giovani donne. Il testo chiede agli Stati membri e alla Commissione europea di intervenire con misure più efficaci di prevenzione, sostegno alle vittime e contrasto agli abusi nello spazio digitale.

Più strumenti contro la violenza digitale

Nel documento vengono richiamate diverse forme di violenza online, dal cyberstalking alla condivisione non consensuale di immagini intime, fino alle molestie e all’odio sessista. L’obiettivo indicato dal Consiglio è rendere più solida la protezione delle minori e delle giovani donne, in un contesto in cui gli abusi digitali possono diffondersi rapidamente e colpire in modo ripetuto.

Le conclusioni invitano i governi nazionali a garantire assistenza, sostegno psicologico e tutela legale alle vittime di cyberviolenza. Nel testo si chiede anche di tenere conto di fattori come età, disabilità e orientamento sessuale, per costruire risposte più adatte ai diversi casi.

Il richiamo alla scuola e alle famiglie

Tra le misure indicate ci sono più alfabetizzazione digitale sensibile al genere nelle scuole, formazione per insegnanti ed educatori e strumenti pratici per genitori e tutori. Il Consiglio cita anche software gratuiti di controllo parentale, insieme a maggiori risorse per le forze dell’ordine e per le organizzazioni non governative.

Secondo il testo, la protezione online non può essere affidata solo alle vittime o alle famiglie. Serve invece un intervento più ampio, capace di coinvolgere istituzioni, scuola, servizi di supporto e autorità competenti.

Il ruolo delle piattaforme

Le conclusioni richiamano anche la responsabilità delle piattaforme online e dei social media. Viene chiesto che garantiscano sicurezza fin dalla progettazione, una moderazione efficace dei contenuti e una cooperazione più stretta con le autorità, anche per individuare possibili casi di tratta di esseri umani.

Nel testo si fa riferimento inoltre al Digital Services Act, all’AI Act e alla direttiva Ue sulla violenza contro le donne, che criminalizza specifiche forme di cyberviolenza. Il quadro richiamato dal Consiglio punta a rafforzare gli strumenti già esistenti e a renderli più incisivi nella protezione delle utenti più giovani.

Le parole di Cipro

La viceministra del Welfare sociale di Cipro, Clea Papaellina, ha definito la violenza informatica contro le ragazze “reale, diffusa e in rapida evoluzione”. Ha aggiunto che proteggerle nell’era digitale è una responsabilità europea condivisa e che servono strumenti adeguati per scuole e genitori, oltre a un’azione più efficace delle forze dell’ordine.

La riunione si è svolta a Bruxelles il 29 giugno 2026, nel quadro della presidenza di turno del Consiglio affidata a Cipro. Le conclusioni si basano sul rapporto dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, secondo cui la cyberviolenza colpisce in modo sproporzionato ragazze e giovani donne, spesso già dalle prime esperienze con tecnologie digitali e social media.