Auto accostata con quattro frecce accese durante un temporale estivo, con un motociclista che cerca riparo.

Caldo e temporali di calore: cosa fare se siamo in auto o moto

Il caldo intenso che sta attraversando l’Italia può lasciare spazio, nel giro di pochi minuti, a temporali improvvisi e violenti. È il classico passaggio estivo che rende più difficile stare in strada, soprattutto quando si è a piedi, in auto o in moto. La Protezione Civile richiama l’attenzione su alcuni comportamenti semplici ma decisivi, mentre Fabrizio Pregliasco spiega che dopo un’ondata di caldo l’ingresso di aria più fresca in un’atmosfera surriscaldata e umida può favorire fenomeni con fulmini, grandine e raffiche di vento.

Quando il temporale arriva all’improvviso

Il punto critico è la rapidità. Le nubi temporalesche si sviluppano in pochi minuti e spesso non lasciano molto margine per reagire. Se si sentono i tuoni, anche lontani, il temporale è già vicino e conviene muoversi subito verso un riparo. In estate il rischio non finisce con il caldo: può cominciare proprio quando l’afa sembra più pesante.

Se si è a piedi, cercare subito un riparo

Per chi si trova all’aperto, la prima regola è entrare in un edificio chiuso. Se non è possibile, la seconda scelta è un’auto con portiere e finestrini completamente chiusi. Vanno invece evitati alberi isolati, cime, creste, specchi d’acqua, spiagge e prati aperti. Tutto ciò che sporge rispetto all’ambiente circostante è più esposto ai fulmini, indipendentemente dal materiale.

Se non c’è alcun riparo disponibile, la posizione consigliata è stare in piedi o accovacciarsi con i piedi uniti, riducendo il contatto con il terreno. Se si ha a disposizione uno zaino o un tappetino, può essere utile frapporlo tra sé e il suolo. Chi è in gruppo dovrebbe tenersi a una distanza di almeno dieci metri dagli altri. Attenzione anche ai torrenti: con piogge intense possono ingrossarsi in pochi minuti, anche quando a monte il cielo sembra ancora sereno.

In auto la protezione c’è, ma la guida resta difficile

Con i finestrini chiusi, l’auto è uno dei luoghi più sicuri durante un temporale con fulmini. La carrozzeria metallica protegge l’abitacolo dalle scariche elettriche. Ma il pericolo, alla guida, non viene solo dai fulmini. Le raffiche di vento possono diventare molto forti e l’acqua sull’asfalto favorisce l’aquaplaning.

Per questo il consiglio è ridurre la velocità appena il tempo peggiora, senza aspettare che la visibilità sia già compromessa. In autostrada, se il temporale è intenso, è meglio usare la prima piazzola di emergenza disponibile. Se non si riesce a raggiungerla, si può accostare e attendere che il peggio passi, con le quattro frecce accese. Su strade extraurbane, o dove non ci sono piazzole, ci si può fermare a bordo strada se le condizioni diventano estreme.

Va evitato di parcheggiare sotto un albero, perché il vento può spezzare i rami o sradicare l’intero tronco. Anche i sottopassi sono un punto critico: se si allagano, diventano una trappola. In quel caso è meglio abbandonare il veicolo in fretta piuttosto che restare dentro aspettando che l’acqua scenda.

In moto non c’è una protezione equivalente

La differenza tra auto e moto, durante un temporale con fulmini, è netta. La moto non offre alcuna protezione paragonabile a quella della vettura, perché manca la carrozzeria metallica che fa da schermo. Chi guida è esposto come chi è a piedi, con in più la difficoltà di restare in equilibrio su un asfalto reso scivoloso dalla pioggia e dal vento.

Il consiglio, in questo caso, è fermarsi e cercare riparo in un edificio chiuso. Se non c’è nulla nei dintorni, può andare bene anche un ponte, ma bisogna allontanarsi dalla moto. Restare vicino al mezzo non è una buona idea, perché non offre protezione dai fulmini.

Gli accorgimenti da non dimenticare

Se si è costretti a restare in moto durante il maltempo, è utile avere la visiera pulita e un sistema antiappannamento, oltre a un abbigliamento impermeabile e ad alta visibilità. Anche i guanti asciutti fanno la differenza, perché mani bagnate e fredde rendono più difficile il controllo. Quando ci si ferma, è meglio evitare le strisce dipinte sull’asfalto: con la pioggia diventano molto scivolose.

La fase più intensa di un temporale estivo dura raramente più di mezz’ora. Ma in quel tempo può cambiare tutto: il cielo, la strada e il modo in cui ci si deve muovere. Per questo, quando il temporale arriva, la scelta più utile resta sempre la stessa: fermarsi, cercare riparo e non sottovalutare il rischio.