È ancora in fuga Shahadat Hossain, il cittadino bengalese di 43 anni sospettato di aver ucciso una famiglia di connazionali in un appartamento alla periferia ovest di Roma. Da sabato è scattata la caccia all’uomo, con posti di blocco sulle strade e controlli nelle stazioni, agli aeroporti e alle frontiere.
Oltre settanta segnalazioni in due giorni
Alla polizia sono arrivate più di settanta segnalazioni in due giorni, da varie città italiane. Tutte vengono verificate, ma finora non hanno portato a un riscontro utile. Le forze dell’ordine stanno controllando foto alla mano ogni possibile corrispondenza, mentre gli investigatori della Squadra mobile di Roma seguono anche la rete dei contatti dell’uomo e i luoghi che frequentava abitualmente.
Non si esclude che Hossain possa essersi nascosto in casolari abbandonati o in altre aree isolate, dove avrebbe potuto cercare riparo per organizzare la fuga. Gli investigatori non escludono neanche un possibile gesto estremo, ma al momento non ci sono conferme.
La strage in via Montiglio
L’episodio è avvenuto venerdì sera in un appartamento di via Montiglio, nel quartiere Casalotti. Le vittime sono Kamal Uddin, Hosne Jahan Momotaj e la figlia Arowa, di 8 anni. Il figlio maggiore della coppia è sopravvissuto ed è ricoverato al policlinico Gemelli, in terapia intensiva neurochirurgica, con prognosi riservata.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ragazzo è stato sottoposto sabato a un delicato intervento per una frattura cranica con ematoma. È l’unico testimone diretto ancora in vita, e il suo racconto sarà centrale per chiarire la dinamica dei fatti.
Le indagini e le ipotesi
Gli investigatori stanno passando al setaccio le telecamere di sorveglianza della zona e i telefoni cellulari delle vittime, per ricostruire gli ultimi contatti e gli spostamenti del sospettato. Nell’appartamento è stata sequestrata una mannaia, mentre altri elementi raccolti sulla scena del crimine sono al vaglio della polizia scientifica.
Le ricerche si concentrano non solo su Roma, ma anche su Frosinone e sulle aree circostanti. Hossain, secondo le informazioni raccolte, aveva presentato una richiesta di protezione internazionale alla Questura di Frosinone nel maggio dell’anno scorso. La polizia ritiene inoltre che possa avere legami con l’Inghilterra, dove vivono moglie e figli.
Tra le ipotesi investigative c’è anche quella di un movente legato a rapporti personali con la famiglia. Si tratta però di un punto ancora da accertare.
Autopsie attese in settimana
Intanto sono attese in settimana le autopsie sui corpi delle vittime. L’incarico in Tribunale è previsto per mercoledì. Le salme sono state affidate alla sezione di Medicina legale dell’università Cattolica. Gli accertamenti serviranno a definire con precisione le cause della morte e a completare il quadro dell’inchiesta.
Nel quartiere Casalotti, intanto, resta forte lo choc. Domani è prevista una fiaccolata in via Montiglio, con appuntamento in piazza Ormea, per ricordare la famiglia uccisa e stringersi attorno a chi è rimasto. La ricerca del sospettato continua senza sosta.

