Complesso industriale high-tech in Corea del Sud con fabbriche di semiconduttori e data center per l’intelligenza artificiale.

Seul punta su chip e data center: un piano da 1.200 miliardi per guidare l’Intelligenza artificiale

La Corea del Sud mette sul tavolo un piano industriale di dimensioni eccezionali per rafforzare chip e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il governo del presidente Lee Jae Myung ha annunciato un pacchetto di investimenti pubblici e privati da 1.800.000 miliardi di won, pari a circa 1.170 miliardi di euro, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del Paese nella filiera tecnologica globale.

Il cuore del progetto: quattro nuovi impianti nel sud-ovest

La parte più visibile del piano riguarda Samsung Electronics e SK hynix, che investiranno 800.000 miliardi di won, circa 520 miliardi di euro, per costruire quattro nuovi impianti di semiconduttori nel sud-ovest della Corea del Sud. Secondo il ministro dell’Industria Kim Jung-kwan, ciascuna delle due aziende realizzerà due fabbriche.

Il governo ha promesso procedure autorizzative accelerate per ridurre tempi e costi di realizzazione. L’obiettivo è dare una spinta rapida a un settore considerato decisivo per la crescita del Paese, in un momento in cui la domanda globale di chip ad alte prestazioni continua a salire.

Data center AI fino al 2035

Accanto alla produzione di chip, Seul ha presentato un programma da 1.000.000 miliardi di won, circa 650 miliardi di euro, per sviluppare infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale entro il 2035. Una prima fase prevede 550.000 miliardi di won, pari a circa 360 miliardi di euro, entro il 2029 per nuovi data center.

Si tratta di strutture pensate per sostenere la crescente richiesta di capacità di calcolo dei sistemi di AI. In questo quadro, il governo sudcoreano punta a costruire non solo fabbriche, ma anche l’ossatura digitale necessaria a far funzionare i servizi e i modelli di nuova generazione.

La strategia di riequilibrio territoriale

Il piano si inserisce anche nella strategia del presidente Lee Jae Myung per riequilibrare lo sviluppo economico verso le regioni fuori dall’area metropolitana della capitale. Il sud-ovest del Paese diventa così una nuova base produttiva, in un’area storicamente meno industrializzata rispetto a Seul.

La scelta ha un valore economico e politico insieme. Da un lato, amplia la capacità industriale nazionale; dall’altro, prova a distribuire meglio investimenti, occupazione e infrastrutture sul territorio. Per il governo, la crescita del settore hi-tech può diventare uno strumento per ridurre gli squilibri interni.

Samsung e SK hynix al centro della corsa globale

Il piano arriva mentre Samsung e SK hynix beneficiano dell’impennata della domanda mondiale di chip ad alte prestazioni, in particolare delle memorie HBM usate nei sistemi di intelligenza artificiale. Le due aziende sono già tra i maggiori produttori mondiali di memorie per applicazioni AI e restano centrali in una fase in cui la competizione tecnologica internazionale si fa più intensa.

Per la Corea del Sud, rafforzare questa posizione significa difendere un vantaggio industriale considerato strategico. Il governo punta infatti a consolidare la leadership del Paese in un settore che pesa sempre di più sulla competitività globale.

Le incognite sul nuovo ecosistema industriale

Restano però alcune incognite. Analisti e accademici avvertono che costruire un nuovo ecosistema industriale lontano dai poli tradizionali richiederà anni. Serviranno investimenti consistenti in infrastrutture, approvvigionamento idrico e manodopera qualificata.

È un passaggio che mostra quanto il piano sia ambizioso: non si tratta solo di annunciare nuove fabbriche, ma di creare le condizioni perché possano funzionare in modo stabile e competitivo. La sfida, per Seul, sarà trasformare l’annuncio in una rete produttiva capace di reggere la pressione della corsa globale all’intelligenza artificiale.