Ha già bruciato 15.400 ettari il vasto incendio scoppiato mercoledì a Orés, nella comarca delle Cinco Villas, in provincia di Saragozza. Il nuovo bilancio è stato diffuso questa mattina dal governo regionale dell’Aragona, mentre il rogo continua a interessare un’ampia area della regione e a tenere impegnate le squadre di emergenza.
Le fiamme avanzano sul fianco sinistro
Secondo il bollettino ufficiale diffuso ieri sera, l’incendio continua ad avanzare sul fianco sinistro, favorito dal vento e dalla conformazione del terreno. Nel documento si parlava di un perimetro delle fiamme di circa 60 chilometri, pari a 14mila ettari. Il quadro si è poi aggravato con il nuovo aggiornamento arrivato oggi, che porta la superficie già colpita a 15.400 ettari.
Il rogo è partito a Orés e si è rapidamente esteso in una zona ampia e difficile da contenere. Le autorità regionali hanno descritto la situazione come la più complessa affrontata dall’Aragona negli ultimi anni, un’indicazione che restituisce la pressione a cui sono sottoposti i soccorsi sul terreno.
Evacuazioni in Aragona e in Navarra
L’incendio ha costretto all’evacuazione di Orés, Asín, Luesia, Malpica de Arba, Peraltilla e Uncastillo, in Aragona, oltre a Petilla de Aragón, nella vicina Navarra. Si tratta di una misura adottata per mettere in sicurezza i residenti delle aree più esposte al passaggio delle fiamme.
Accanto alle evacuazioni, i comuni di Longás, Isuerre e Lobera de Onsella sono stati messi in preallerta per una possibile evacuazione precauzionale. La situazione resta quindi fluida, con gli aggiornamenti che possono cambiare rapidamente in base all’evoluzione del fronte del fuoco.
In campo 450 uomini e 22 mezzi aerei
Le operazioni di spegnimento coinvolgono un dispositivo ampio. Solo ieri sono stati impiegati 450 uomini e 22 mezzi aerei, con il contributo del governo regionale, del ministero spagnolo per la Transizione ecologica, dell’Unità militare di emergenza, della Guardia Civil, dei vigili del fuoco e della Protezione civile.
La presenza di più strutture operative mostra la dimensione dell’emergenza e la necessità di presidiare contemporaneamente più punti del territorio. Il vento e il terreno complicano il lavoro delle squadre, che cercano di contenere l’avanzata del fuoco e di proteggere i centri abitati ancora esposti.
Un fronte ancora aperto
Per ora il dato più pesante resta quello della superficie distrutta, che ha già superato i 15mila ettari. Ma a preoccupare è anche la tenuta del fronte, che continua a muoversi in una zona ampia e non semplice da raggiungere. Le prossime ore saranno decisive per capire se il dispositivo messo in campo riuscirà a rallentare l’incendio e a ridurre il rischio per gli abitati ancora coinvolti.

