Cielo notturno con droni e difese antiaeree sopra Mosca e Crimea, in un contesto di tensione con la Nato.

Russia, notte di droni su Mosca e Crimea: 660 abbattuti, allarme anche sul fianco Nato

Stanotte la difesa aerea russa ha abbattuto 660 droni ucraini, secondo quanto annunciato dal Ministero della Difesa di Mosca. Si tratta di uno dei numeri più alti dall’inizio del conflitto. I velivoli senza pilota sono stati distrutti in oltre una decina di regioni, tra cui la regione di Mosca, la Crimea, il Mar Nero e il Mar d’Azov.

Mosca sotto pressione

Il sindaco Sergei Sobyanin ha detto che almeno 47 droni diretti verso la capitale sono stati intercettati. Su Telegram ha aggiunto che gli specialisti dei servizi di emergenza stanno lavorando nei punti in cui sono caduti i detriti. Per Mosca, però, non risultano vittime né danni.

Più a sud, nella regione di Tula, il governatore Dmitry Milyaev ha parlato di un attacco di droni definito “massiccio”. Secondo quanto riferito, un’abitazione privata è stata danneggiata nel distretto di Shchekino e una donna è rimasta ferita. Tula si trova a circa 180 chilometri a sud della capitale, in un’area che nelle ultime ore è finita nel raggio degli attacchi.

Esplosioni e stato d’emergenza in Crimea

In Crimea, Ukrinform riferisce di esplosioni a Kerch, vicino al porto dei traghetti, con un incendio segnalato. La stessa fonte parla anche della chiusura precauzionale del ponte di Kerch, oltre a nuove esplosioni a Krasnoperekopsk e nell’area dell’aeroporto militare Saky a Novofedorivka.

Le autorità della penisola hanno dichiarato lo stato d’emergenza. Serghei Aksyonov ha spiegato che la decisione è stata presa in primo luogo per regolarizzare questioni di carattere economico. Nei giorni scorsi, intanto, le autorità locali avevano vietato la vendita ai privati di benzina, dopo la carenza legata ai raid ucraini sulle raffinerie russe.

Il fronte baltico e l’ipotesi di provocazioni

Accanto agli attacchi della notte, resta aperto anche il capitolo delle tensioni con la Nato. Il Guardian, citando fonti, riferisce che due paesi del fianco orientale dell’Alleanza hanno avvertito di una possibile provocazione russa negli Stati baltici o in Polonia.

L’intelligence lettone ha parlato di segnali che indicherebbero preparativi russi per provocazioni militari contro i Paesi baltici o la Polonia. Nella lettura riportata dalla fonte, non si tratterebbe di un attacco su vasta scala. La stessa intelligence ritiene che la Russia non sarebbe in grado di aprire un secondo fronte, ma starebbe valutando attacchi ibridi, come missili, droni o altre azioni.

Il quadro che emerge è quello di una pressione distribuita su più livelli: la guerra dei droni sul territorio russo, la fragilità della Crimea e, sullo sfondo, il timore che Mosca possa cercare nuove forme di pressione ai confini della Nato.