Esterno del carcere di Orvieto in un contesto di cronaca giudiziaria.

Strage di Viareggio, Moretti si costituisce in carcere a Orvieto dopo la Cassazione

Mauro Moretti si è costituito nella serata di ieri ed è ora nel carcere di Orvieto. La decisione arriva dopo la sentenza della Cassazione, che ha reso definitiva la condanna a 5 anni per la strage di Viareggio.

L’ex amministratore delegato di Fs e Rfi ha commentato la scelta attraverso persone a lui vicine. «Non posso fare altrimenti, accetto la decisione dei giudici. Rispetto lo Stato», è la frase riferita. Nello stesso tempo, Moretti continua a sostenere di essere in carcere da innocente e di aver svolto correttamente il proprio lavoro.

La decisione della Cassazione

La Suprema Corte ha chiuso il percorso giudiziario con il rigetto dei ricorsi, rendendo definitiva la pena nei confronti di Moretti. La vicenda riguarda la strage ferroviaria di Viareggio, avvenuta nel 2009, quando morirono 32 persone.

La costituzione in carcere è avvenuta a Orvieto, dove Moretti si trova attualmente recluso. Il passaggio segna l’esecuzione della sentenza dopo l’ultimo grado di giudizio.

Le parole riferite a Moretti

Secondo quanto riportato da persone vicine all’ex dirigente, il suo atteggiamento resta improntato all’accettazione della decisione dei giudici, pur senza rinunciare alla propria posizione difensiva. Moretti ribadisce infatti di ritenersi innocente e di aver agito con correttezza nello svolgimento delle sue funzioni.

La frase sul rispetto per lo Stato accompagna un passaggio delicato della vicenda, che si chiude sul piano processuale ma resta segnata da una forte tensione giudiziaria e umana. La strage di Viareggio, per il numero delle vittime e per la lunga sequenza di gradi di giudizio, è rimasta uno dei casi più seguiti della cronaca giudiziaria italiana.

Il nodo della condanna definitiva

Con la decisione della Cassazione, la condanna a 5 anni è diventata definitiva. Per Moretti, ex vertice di Fs e Rfi, si è aperta così la fase dell’esecuzione della pena. La notizia della sua costituzione in carcere arriva a distanza di anni dal disastro del 2009, in cui persero la vita 32 persone.

Resta sullo sfondo la posizione dell’ex dirigente, che continua a respingere l’idea di una propria responsabilità personale. Ma sul piano giudiziario la vicenda ha trovato il suo approdo con la pronuncia della Suprema Corte e con l’ingresso in carcere a Orvieto.